A novembre abbiamo accolto a Grottole, per un giorno, le partecipanti selezionate per il DestinAction Bootcamp, percorso formativo che, da ottobre 2025 a febbraio 2026, coinvolge giovani aspiranti destination manager in un lavoro concreto su diversi territori e realtà, tra cui Wonder Grottole. Un’esperienza che mette in dialogo organizzazioni locali ed esperti del settore turistico, con l’obiettivo di immaginare nuovi modelli di sviluppo turistico più consapevoli, diffusi e capaci di generare valore per chi vive i luoghi ogni giorno.

Il DestinAction Bootcamp è un percorso intensivo dedicato a giovani professioniste che vogliono progettare destinazioni turistiche “viventi”, fondate sulla comunità, sulla cultura e su forme di turismo rigenerativo. Il gruppo selezionato per lavorare su Wonder Grottole riunisce competenze diverse – dal marketing territoriale al community building, dalla progettazione culturale all’ospitalità – e vede coinvolte: Chiara Comirato, Sabrina Tufari, Federica Mataluna, Federica Lo Parco, Adriana Laterza, Mariangela Tortorella, Giulia Bardari e Ivana Calciano.

Insieme stanno sperimentando un modello di destination management che parte dall’ascolto, dalla lettura condivisa del territorio e dalla co-progettazione con residenti, nuovi abitanti e stakeholder locali, per immaginare Grottole come una destinazione turistica di comunità, aperta al mondo ma radicata nella propria identità.

Per Wonder Grottole, tutto questo rappresenta un passaggio importante: affidare la nostra storia, il lavoro fatto finora e le domande ancora aperte a sguardi esterni, curiosi e attenti, per confrontarci e far evolvere quanto costruito negli anni. L’azione richiesta alle partecipanti è chiara e al tempo stesso complessa: raccogliere l’eredità di Wonder Grottole, osservarla con occhi nuovi e disegnare una proposta strategica per posizionare Grottole come una destinazione in cui il turismo rigenerativo trovi davvero spazio, coerente con ciò che esiste ma capace di crescere in modo sistemico e condiviso.

Il percorso prevede:

  • analisi del contesto territoriale, sociale e culturale;
  • valutazione dell’impatto delle esperienze attivate da Wonder Grottole;
  • analisi qualitativa e quantitativa dell’offerta turistica attuale;
  • mappatura di risorse e stakeholder;
  • SWOT analysis;
  • definizione di una visione strategica e di un posizionamento chiaro;
  • individuazione dei target prioritari;
  • progettazione di un modello di prodotto coerente con i valori del territorio;
  • costruzione di una strategia narrativa e di linee guida comunicative.

La giornata del 15 novembre è stata il primo passo: un’immersione nel contesto per vivere e conoscere insieme Grottole, nutrire la fase di analisi e raccogliere impressioni vive.

Abbiamo iniziato dal Bar Quaranta, uno spazio quotidiano e familiare. Qui Andrea Paoletti, Presidente di Wonder Grottole e rappresentante territoriale per il Bootcamp, con Giacinto Marchionna, mentor del percorso, ha accolto il team con una presentazione del progetto: un momento informale per entrare subito in sintonia con il paese, capire cos’è Wonder Grottole, cosa è stato fatto finora e quali sono oggi le grandi domande aperte. Poi abbiamo camminato, perché Grottole si comprende a piedi, lentamente: verso la Wonder Casa, con il racconto di Eliana e Micaela – nuove residenti dall’Argentina e collaboratrici di Wonder Grottole – e lungo le vie del centro storico, leggendo il paese insieme, tra spazi rigenerati, vuoti, segni del passato e possibilità future.

La visita alla Chiesa Diruta, simbolo potente, ha aperto una riflessione su relazioni, cura e responsabilità condivisa. Siamo poi andati a trovare Jim e Lori, nuovi residenti da Denver, e successivamente Dan e Irina: attraverso i loro occhi abbiamo visto sogni di case da ristrutturare, “Italian dream” che si intrecciano con il desiderio di immaginare un futuro nuovo in questo paese.

Con una focaccia del Panificio d’Aria, il racconto si è spostato nelle cucine e nei salotti, dove il tema è diventato abitare temporaneo, lavorare insieme, creare esperienze che abbiano senso per chi arriva e per chi resta.

Il pranzo, semplice e conviviale, è stato il vero cuore della giornata: uno spazio libero in cui lasciare emergere storie, visioni, preoccupazioni e sogni, ascoltando senza forzare conclusioni. Nel pomeriggio, salendo al belvedere, lo sguardo ha abbracciato il paese e il territorio circostante, tra le vie delle grotte e la forma di Grottole che si distende sulle tre colline. Tornati al Bar Quaranta, l’incontro con la Pro Loco e alcuni cittadini attivi ha aperto un cerchio di conversazione su cosa sta cambiando, cosa funziona, cosa manca, come si vive oggi il turismo e quali paure porta con sé.

La giornata si è conclusa in cantina con Silvio, socio fondatore di Wonder Grottole: un momento per raccogliere sensazioni, domande, impressioni ancora calde, senza la pretesa di definire strategie immediate, ma con la volontà di lasciar sedimentare. E poi un brindisi con il vino prodotto dalla comunità, perché anche questo è Wonder Grottole: fare spazio agli incontri, coltivare relazioni, riconoscere che i processi hanno bisogno di tempo.

Questa giornata è solo l’inizio di un lavoro che, passo dopo passo, prenderà forma. Ma sappiamo che le idee giuste nascono così: vivendo i luoghi, respirandoli, lasciandosi attraversare dalle storie che li abitano e costruendo, insieme, una destinazione turistica di comunità che non mette al centro il “pacchetto”, ma il “vivere”.